Il Roccagloriosa deriva dall’espressione “Rocca de Gloriosa”, attestata in un documento del 1110, dal nome della Madonna (“Gloriosa”) che si venerava nella cappella del castello (“Rocca”).

La collina dove sorge l’abitato si trova in posizione strategica tra le valli dei fiumi Mingardo e Bussento, soprattutto per il controllo dei percorsi tra la costa e l’interno. Per questo motivo il sito rivestì notevole importanza in età antica, come dimostra l’occupazione da parte dei Lucani nel V secolo a.C., dando vita ad un insediamento, attivo tra V e III secolo a.C., ben noto grazie alle ricerche archeologiche ma del quale si ignora il nome antico.

Molto probabilmente anche la zona di Roccagloriosa fu interessata dalla presenza di monaci italo-greci, anche se a partire da X secolo vi è documentata l’esistenza di un monastero benedettino. Agli inizi del XII secolo due monasteri, quello di S. Veneranda e quello di S. Mercurio, sarebbero stati unificati in uno solo, ad opera del conte Manso.

Risale invece al 1110 la fondazione del castello, fortificato e presidiato da soldati, attorno al quale si sviluppò un abitato che nel 1271 contava 88 famiglie. Il centro fu saccheggiato durante la guerra del Vespro, dopo la quale, nel 1290, ottenne dal re angioino Carlo Martello l’esenzione delle tasse con l’obbligo però di provvedere alla manutenzione del castello.

Feudo dei Sanseverino nel XV secolo, passò nel 1501 ai Carafa, conti di Policastro, che ne furono signori fino all’abolizione della feudalità. Nel 1552 subì l’attacco del pirata barbaresco Dragut Rais: molti abitanti furono uccisi o deportati.

 

Roccagloriosa: Il  sito  gode di un’ampia visuale che giunge fino al Golfo di Policastro

 

Roccagloriosa: la collina di Roccagloriosa domina le valli sottostanti