Abitato

Nei pressi di Roccagloriosa, in posizione dominante sul golfo di Policastro e rispetto alla principale direttiva viaria naturale che collega il Vallo di Diano al Mar Tirreno, si sviluppa, in un’area già frequentata nei secoli precedenti, un insediamento lucano attivo tra V e III secolo a.C., del quale però non si conosce il nome.

Il sito appare già occupato in età arcaica, tra la fine del VII e gli inizi del VI sec. a.C. Tuttavia solo nel corso del V secolo a.C., lungo le pendici del monte Capitanali, si registra la presenza di nuclei insediativi stabili, ubicati sul pianoro centrale, con edifici a pianta rettangolare decorati con terrecotte architettoniche. Intorno alla metà del IV secolo a.C. la costruzione della cinta muraria determina una radicale trasformazione dell’assetto, cingendo tre grandi nuclei insediativi separati da spazi liberi. Altri nuclei, invece, restano esterni alle mura, evidenziando una graduale occupazione del territorio. Al IV sec. a.C. risale la realizzazione di un grande complesso edilizio a pianta rettangolare, costituito da una serie di ambienti disposti intorno ad un cortile centrale, chiuso su tre lati da un portico con colonne. Al suo interno, inoltre, è stato individuato un ambiente destinato al culto con una piccola edicola sacra (naiskos) che ha restituito numerose statuette in terracotta di divinità in trono. L’abitato viene completamente abbandonato agli inizi del II secolo a.C.

I resti di ville romane d’età imperiale, rinvenuti in diverse contrade, testimoniano la continuità di occupazione dell’area fino al III secolo d.C.

 

Necropoli

Le trasformazioni, che nell’abitato avevano accompagnato il passaggio dal V al IV secolo a.C.,  trovano un ampio riscontro nelle necropoli, caratterizzate  dalla presenza di gruppi aristocratici.

La necropoli in località la Scala, strettamente legata all’abitato interno alle mura, consente di riconoscere almeno tre generazioni di individui qui sepolti, tra il 400 e il 300/290 a.C. Le deposizioni più antiche, che rimandano al medesimo contesto culturale di altre sepolture principesche della Lucania interna, vengono realizzate in tombe a fossa e si contraddistinguono per i corredi funerari molto ricchi, comprendenti anche oggetti in metallo prezioso e diversi vasi in bronzo. La generazione intermedia, per rappresentare la posizione sociale del defunto, accentua gli aspetti monumentali del sepolcro, con la realizzazione di tombe a camera. Le sepolture più recenti si caratterizzano, invece, per il rituale della incinerazione degli adulti di sesso maschile, deposti sullo stesso luogo della cremazione (ustrina).

Roccagloriosa: la “città sepolta”, i resti dell’antico abitato lucano

 

Roccagloriosa: la “città sepolta”, i resti dell’antico abitato lucano

 

Roccagloriosa: la “città sepolta”, i resti dell’antico abitato lucano

 

La “città sepolta”: i resti dell’antico abitato lucano
Roccagloriosa: la “città sepolta”, ruderi della cinta muraria

 

Roccagloriosa: la “città sepolta”, ruderi della cinta muraria

 

Roccagloriosa: la “città sepolta”, ruderi della cinta muraria
Roccagloriosa: la "città sepolta", plastico di edifici e dell’edicola sacra

Roccagloriosa: tomba a camera in località La Scala

 

Roccagloriosa: tomba a camera in località La Scala

 

Roccagloriosa: tomba a camera in località La Scala