Nell’area di Tempa della Guardia, località posta a monte del moderno abitato di Palinuro, già occupata nel Neolitico Finale (III millennio a.C.), è stato indagato parte un insediamento della popolazione locale degli Enotri, attivo nella seconda metà del VI secolo a.C. (tra il 540 e il 500 a.C. circa), difeso da una cinta muraria e caratterizzato da abitazioni sparse nell’area costruite con muretti a secco ed elevato in mattoni crudi.

Poco a valle dell’insediamento, a breve distanza dall’attuale centro abitato di Palinuro, a ridosso del litorale, e quindi degli approdi, in prossimità di sorgenti, è stata individuata un’area sacra frequentata dal VI al III secolo a.C., nei cui pressi nel III-II secolo a.C. si celebravano rituali legati al culto dell’eroe Palinuro.

La necropoli pertinente a questo insediamento, individuata in località San Paolo, rientrante nell’area di Tempa della Guardia, è costituita prevalentemente da sepolture ad inumazione entro semplici fosse, delimitate da pietre, mentre quelle ad incinerazione sono in minor numero. I corredi funerari sono caratterizzati da vasi sia di produzione indigena con decorazione geometrica, sia figurati attici e di tipo ionico di importazione greca, aspetto che rimanda a contatti col mondo greco, che potrebbero essere simboleggiati dall’episodio di Palinuro raccontato da Virgilio nell’Eneide.

I materiali provenienti dall’abitato, dai santuari e, soprattutto, dalle sepolture sono esposti in parte nel locale Antiquarium in parte nel Museo Archeologico Provinciale di Salerno.

La vita dell’insediamento, nato in funzione dei contatti commerciali con i coloni greci, ebbe fine bruscamente agli inizi del V secolo a.C., quando l’area di Palinuro entrò a far parte del territorio della colonia focea di Elea (Velia).

A partire dal IV e fino al III secolo a.C. l’occupazione dell’area è attestata da necropoli, come quella individuata in località Saline.

Molpa

La collina della Molpa si erge tra le foci dei fiumi Mingardo e Lambro, forse da identificare con il fiume Melpes ricordato da Plinio e localizzato nei pressi di Palinuro. Le foci dei due fiumi nel corso dei secoli hanno costituito un ottimo scalo marittimo.

Su questa modesta altura è stata da sempre ipotizzata l’esistenza di un insediamento antico da mettere in relazione con alcune monete databili al VI secolo a.C., che si richiamano a quelle di Sibari e che recano la scritta ΠΑΛ-ΜΟΛ, nella quale è stata vista la testimonianza di una “alleanza monetale” tra Palinuro e Molpa. La ricerca archeologica documenta solo tracce di occupazione del sito nel VI e poi nel IV-III secolo a.C.

La tradizione erudita localizza, arbitrariamente, a Molpa il luogo della Lucania dove si sarebbe ritirato a vita privata l’imperatore Massimiano Erculeo (250-310 d.C.).

Palinuro: Tempa della Guardia, resti di abitazioni semplici

 

Palinuro: Tempa della Guardia, resti di abitazioni semplici
Palinuro: Tempa della Guardia, resti della cinta muraria

 

Palinuro: Tempa della Guardia, resti della cinta muraria
Palinuro: vasellame d’uso comune con decorazioni in nero

Palinuro: collina della Molpa
Palinuro: monete con l’iscrizione Pal-Mol