La Casa rurale

 Lo studio della casa rurale presenta aspetti molto interessanti per le strette relazioni con l’ambiente naturale, per il suo adeguamento alle condizioni soci­ali ed economico-agrarie, per la caratterizzazione urbanistica che ne ricevono molti agglomerati delle zone collinari e montane

Il tipo di casa prevalente del nostro itinerario è quello unitario, a due piani sovrapposti, con rustico e cucina a pianterreno, con camere da letto al primo piano superiore  e con scala esterna; Questo tipo di casa assume sulle falde collinari i caratteri del tipo di pendio e si semplifica per la limitata importanza del rustico nelle aree ad agricoltura marginale.

Le differenti condizioni climatiche, in relazione anche all’altitudine e all’espo­sizione, influiscono sulle forme esteriori delle case rurali, favorendo la costruzione di scale, ora esterne, ora interne, e la diffusione di tetti a pioventi con copertura di tegole o a terrazza.

Le diverse forme di utilizzazione del suolo e il diverso frazionamento fondiario e colturale determinano un maggiore o minore sviluppo dei servizi rustici con conseguenti ripercussioni sulle dimensioni della casa.

La scarsa umidità in relazione alla grande serenità del cielo e alla breve stagione piovosa, la  mancanza di eccessi termici invernali, la disponibilità sul posto di materiali da costruzione  (calcare, arenaria, argilla per la costruzione di tegole e mattoni, sabbia), sembrano i fattori principali che hanno favorito la costruzione di case, sparse nelle campagne, povere di strutture lignee e quindi  non soggette ad incendi.

Le scale esterne, gli archi rampanti, le arcate di rinforzo verso valle o verso il mare e le terrazze, diverse per forma ed altezza, sono elementi distintivi di notevole interesse architettonico.

Sulle dorsali collinari che si dipartono dai plessi montuosi, sono presenti le case con torri colombarie, testimonianze anche esse di condizioni sociali ed economiche particolari

La torre colombaia si inquadrava in un’economia agricola prevalentemente pascolativa  in cui il colombo traeva alimento dai prodotti spontanei senza danneggiare le colture  e forniva ottima carne e buon concime azotato. Ma le trasformazioni fondiarie e colturali degli ultimi cento anni hanno contribuito sensibilmente a ridurne l’importanza.

L’eccessivo frazionamento della proprietà terriera nel Cilento ha determinato la costruzione di numerose abitazioni rurali. L’uso di costruire la casa sulla quota di terra posseduta è antichissimo e risale al contratto di “pastinato” che prevedeva il possesso del fondo con diritto di costruzione

I tipi di casa rurale che si riscontrano più frequentemente sono essenzialmente due e vengono chiamati con il dialetto locale nei termini che seguono

  • Maazzèno: molto diffusa, di modeste dimensioni, formata da un piano terra adibito a stalla, da un piano superiore per soggiornarvi e da un sottotetto (suppigno) adibito a fienile
  • Casìno: grossa costruzione a più piani molto spesso con colombaia ad uso di un ricco proprietario; la casa rurale è provvista di ampi locali rustici (cantina, frantoio, magazzino)

La Passulàra: e la Terrata indicano rispettivamente un ambiente adibito per la lavorazione ed essiccamento dei fichi ed una  piccola grotta scavata nel terreno  usata come deposito di attrezzi agricoli.