La parte antica dell’abitato di Caselle, caratterizzato da un tessuto urbanistico con strade strette e tortuose, con edifici disposti a formare dei cerchi concentrici, occupa le pendici di un colle (444 m slm), la cui cima è dominata da una torre di età angioina. Caselle costituiva un castrum, del quale ancora si distinguono tratti delle mura di cinta e qualche porta, posto in posizione di controllo del percorso dal mare verso l’interno lungo la valle del Bussento.

Nel centro storico si trovano edifici religiosi di impianto medievale, quali la Chiesa dell’Assunta, di origine normanna ma ricostruita nel XVI secolo, e alcune cappelle (S. Anna, S. Antonio, S. Giovanni Battista, Madonna delle Grazie), nonché alcuni palazzi nobiliari di un certo interesse (palazzo Barbelli, palazzo Finamore, palazzo Orlando, palazzo Sabini, palazzo Materazzi).

Santuario rupestre dell’Arcangelo Michele

Il santuario rupestre dell’Arcangelo Michele, sul versante meridionale del monte Pittari, o S. Michele (690 m slm), a circa 4 km dal centro abitato (è raggiungibile da un sentiero che si stacca sulla destra lungo la SP 16 che collega Caselle a Morigerati, a circa un km dal paese), è costituito da due grotte. Nella prima grotta, quella dell’ Arcangelo Michele, si trova un altare in muratura al di sopra del quale, in una nicchia, è collocata una piccola statua dell’Arcangelo Michele, risalente alla fine del XVII secolo. L’altra grotta, posta di fronte, presenta anch’essa un altare con una nicchia con statua del santo del XVII-XVIII secolo e un bassorilievo di epoca medievale, raffigurante l’Arcangelo Michele, con una cornice in pietra con iscrizioni.

La popolazione di Caselle vi si reca in pellegrinaggio in processione nelle due date festive dedicate all’Arcangelo Michele: 8 maggio e 29 settembre.

La sua costruzione risale agli inizi del secolo XI, quando il principe longobardo di Salerno, Guaimario III, fece edificare un’abbazia dedicata all’Arcangelo Michele (alcuni resti sono visibili a sud-ovest del santuario), i cui possedimenti terrieri furono a lungo contesi tra i feudatari di Caselle e i vescovi di Policastro.

Il culto micaelico in grotta, diffuso in Italia meridionale e che trova altre attestazioni nel Cilento e nelle aree limitrofe, forse introdotto dai monaci orientali, si diffuse notevolmente con i Longobardi: il santuario di Caselle in Pittari ne costituisce un tipico esempio.

Il centro antico di Caselle. Si noti la disposizione degli edifici a cerchi concentrici sulla piccola collina
Chiesa dell’Assunta

 

Chiesa dell’Assunta
Caselle in Pittari: Madonna delle grazie

 

Caselle in Pittari: la statua di San Michele all’interno della chiesa Madonna delle Grazie
Palazzi nobiliari

 

Palazzi nobiliari

Caratteristici portali del centro storico

 

Caratteristici portali del centro storico
Caselle in Pittari: ingresso del santuario rupestre
Caselle in Pittari: immagini all’interno della grotte
Caselle in Pittari: ntico bassorilievo di San Michele Arcangelo all’interno del santuario