Casaletto, che ha assunto la denominazione di “Spartano” in tempi abbastanza recenti, dopo l’unità d’Italia, è situato nell’entroterra del Golfo di Policastro, a 450 m slm, presso il torrente Bussentino, che lo separa dalla vicina frazione di Battaglia.

L’appellativo “Spartano” deriva, molto probabilmente, da “sparto” o “tagliamani” (ampelodesmus mauritanicus), una pianta graminacea diffusa nell’area ed utilizzata dai contadini, qui come in altre aree del Cilento, per la fabbricazione di cordami e cesti.

Le notizie storiche sul paese sono molto esigue. Casaletto fece prima parte del feudo di Tortorella, per poi passare, nel 1562, sotto il dominio del barone Gallotti, per restarvi fino all’abolizione della feudalità.

I due centri abitati di Casaletto e Battaglia furono riuniti in un solo comune nel 1810, dopo che il generale Charles Antoine Manhès, inviato nel Cilento dal re di Napoli Gioacchino Murat per reprimere il brigantaggio, non ricevendo gli aiuti richiesti al sindaco di Casaletto, ritenendolo complice dei briganti filoborbonici, lo fece fucilare.

Vista panoramica di Casaletto Spartano